Francesco Zanetti

Copywriter,Journalist,Content Creator,Screenwriter

francescogiuseppezanetti@gmail.com

linkedin.com/in/francescozanetti

+39 346 68 25 400

28 years old, currently working as a freelance copywriter and content creator at Double, part of SG Company Group, in Milan. I am also a writer for "Esquire Italia", "Il Tascabile", "The Towner", the newsletter "Medusa", writing about tv shows and cinema, and I have written and produced a short film called "Oltrepò".


After high school I graduated at the University Ca 'Foscari of Venice in Chinese and American English. In 2015 I attended a MSc Master in International Management at SOAS University of London.


From 9/2015 to  3/2016 I have worked at SEC RP, a firm leader in the field of media relations, as a Junior Account. In addition to an intense experience at the Expo Milano 2015, through SEC I had the chance to work with international clients, among others Coca-Cola and Ikea.


In 2017 I have attended a Master degree in "International Screenwriting & Production" at Università Cattolica del Sacro Cuore in Milan and from 3/2018 to 8/2018 I have worked at 3zero2, a production company, in the writers' room, translating and polishing screenplays, taking part in the production of "School Hacks", a Disney Channel show.

From September to December 2018 I have worked at Mediaset Group for the tv quiz show The Wall, in the editorial board.



My approach to work, as to life, follows the dictates so dear to the poet and Argentine writer Jorge Luis Borges, "and it forhtedon na", meaning "always with courage"

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Medusa - Promesse (Newsletter on climate change)

Nel 1972, nella sua camera di Berkeley, California, Paul Schrader era uno studente di cinema alle prese con la tesi di laurea. Nel testo, che avrebbe poi intitolato Il Trascendentale nel cinema, Schrader teorizzava come il cinema fosse un’arte anti-spirituale in quanto guidato da azione e empatia, e che solo in rari casi, con autori come Bresson, Ozu e Dreyer, l’immagine era riuscita a protendersi verso qualcosa di “sacro”, trattenendo molti dei piaceri del cinema convenzionale di evasione, "avvicinandoci a quel silenzio, quell'immagine invisibile, in cui le linee parallele di religione e arte si incontrano e si compenetrano.” Nonostante amasse questo tipo di cinema, il giovane studente si ripromise di non girare mai un film del genere. Era più interessato alla sensualità, e alla violenza, che erano dalla parte opposta dello specchio. Definiva “sconveniente” il cinema statico, oltre che controproducente da un punto di vista creativo e commerciale. Paul Schrader sarebbe poi diventato uno degli autori più noti e pagati di Hollywood, sceneggiando tra gli altri Taxi Driver (1976), Toro Scatenato (1980) e L’ultima tentazione di Cristo (1988), e dirigendo American Gigolo (1980) e Mishima (1985). Sotto il panama di coolness californiana, Schrader rimarrà però sempre un Calvinista di Grand Rapids, Michigan, a cui era stato vietato guardare film prima della maggiore età. Un cristiano che definiva la sua fede come “meditativa, nulla a che vedere con l’arena dell’intrattenimento religioso. Ha più a che fare con lo stare seduti e aspettare che qualcosa accada”. Quarantacinque anni dopo, Paul Schrader infranse la promessa che aveva fatto a Berkeley.

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Succession: anche i ricchi fanno quality Tv

Se sia il New Yorker che Vox ti dedicano diversi articoli durante l’anno e addirittura una guida, allora vuol dire che hai davvero qualcosa di speciale. Sì, perché lo show ideato da Jesse Armstrong (Peep Show) e trasmesso originariamente da HBO - Sky Atlantic in Italia- è ancora poco conosciuto da noi, nonostante secondo Vox rispetti tutti i crismi per diventare il prossimo Game of Thrones, grazie al modo nel quale parla di potere e lotte famigliari e al suo tono dramedy che la rende una soap o

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I 5 grandi ruoli di Al Pacino

Nonostante il quasi ottantenne sia conosciuto più che altro per mafia-movies non aveva mai collaborato con il re del genere, Martin Scorsese. Questa mancanza è stata sanata da The Irishman, film che lo riunisce con Robert De Niro e Joe Pesci, in sala in questi giorni in pochi cinema selezionati e che sarà disponibile in streaming su Netflix dal 27 Novembre. Di seguito una lista dei 5 grandi ruoli di Al Pacino: In un cast che comprende star assolute come Marlon Brando, Diane Keaton, Robert de Ni

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Guida ai Migliori Cafè di Buenos Aires

Buenos Aires è un aleph caotico e in continuo mutamento: la ciudad de la furia. Gli argentini sono persone accoglienti, naturali e anche estremamente polemiche. Per questo i cafè sono una cosa seria: un posto non vale l’altro, ognuno ha la sua indole, il suo mood, il momento giusto del giorno o della notte per entrarci. La sottocultura dei cafè è il polmone edonista della città, un’esperienza necessaria senza la quale non è possibile capire fino in fondo lo spirito che la guida. I suoi cafè son

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Ranking definitivo dei migliori 007

Nonostante ogni volta che un film di James Bond viene annunciato si crea un hype mondiale e se ne parli per settimane - normale per uno dei franchise più di successo della storia del cinema - è giusto riconoscere come non solo la qualità media di un film di 007 sia estremamente mutevole, ma anche di come vari notevolmente da interprete a interprete. Se Sean Connery, Roger Moore e l’ultimo Bond, Daniel Craig, che vestirà per la quarta e ultima volta i panni dell’agente segreto l’anno prossimo in

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Questi 10 film apocalittici sono i migliori disaster movie di sempre

Perché, dai, ammettiamolo, siamo stufi di scrivere sempre delle solite pietre miliari e siete stufi di leggere sempre dei soliti titoli. Il genere, poi, non aiuta, essendo un calderone di b-movie, e classiche fracassonate alla Micheal Bay. Basta una mano di pietra che spunta da qualche spiaggia desolata e la nostra mente sente subito il brivido di futuri distopici ed estinzioni di massa mischiate con epidemie, catastrofi e disas. D’altronde, che c’è di meglio di un manipolo di astronauti in tuta

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Philip Marlowe, l'investigatore più astuto di Los Angeles

Ho incontrato per la prima volta Philip Marlowe nel 2012. Avevo vent’anni e vidi una replica a tarda notte de Il Lungo Addio (1973) di Robert Altman. Stavo per entrare in quel vortice ammaliante fatto di estetica in bianco e nero, i romanzi di Chandler, Thompson, Golding, la California e le sue palme selvagge, Chinatown di Polanski, gli hard-boiled di Takeshi Kitano e femme fatali munite di semiautomatiche e un cuore di pietra. In altre parole, il Noir. In quel momento ero però ancora ignaro di

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I 10 migliori film di spionaggio della storia

Nel mondo reale, lo spionaggio è molto meno romantico ed avventuroso di come lo immaginiamo: incontri clandestini, doppiogioco e informazioni estorte in maniera rocambolesca sono molto elettrizzanti se fatti a 300 km orari indossando uno smoking e brandendo un Vesper Martini nella mano destra e una semi-ricaricabile in quella sinistra; ma possono rivelarsi una completa mistificazione della realtà, che vede nel mestiere della spia un lavoro principalmente fatto di incontri di cortesia e compilazi

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Maratona Scorsese?

Cattolicesimo, Violenza, Comunità, Bene e Male sono i temi portanti dei suoi film, messi solitamente in scena nella cornice della città di New York, luogo-simbolo e protagonista delle pellicole del regista italo-americano. Da Gangs of New York (2002), passando per L’Età dell’Innocenza (1993), Taxi Driver(1976), Mean Streets (1973), Quei Bravi Ragazzi (1990), New York, New York (1977) e The Wolf of Wall Street (2013) si può quasi affermare che i film di Scorsese traccino una storia dell'immaginar

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La Venezia nascosta di Corto Maltese

Con queste parole si chiude Favola di Venezia, Sirat Al Bunduqiyyah nell’originale, venticinquesimo albo di Corto Maltese e storia tra le più famose raccontate da Hugo Pratt. L'avventura, ambientata tra il 10 e il 25 aprile 1921, è una delle più note del gentiluomo di ventura più famoso dei fumetti, e si svolge in un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà, in cui Corto Maltese , cadendo dal teatro di un palazzo in campo S.M. Domini, inizia a vagare e perdersi tra le calli della Serenissima ricorso

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La pazza storia di Fitzcarraldo

Non è mai stato un personaggio amante del compromesso Werner Herzog, regista-simbolo del nuovo cinema tedesco e autore di capolavori come Aguirre furore di Dio (1972), Grizzly Man (2006), Nosferatu il Principe della notte (1979), Incontri alla fine del Mondo (2007) e tanti altri. Durante l’ennesimo stop sul set di Fitzcarraldo (1982), film che sarebbe diventato in breve il manifesto del regista, aveva commentato così la possibilità di ritornare alla civiltà a abbandonare la foresta peruviana dov

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I 25 migliori film noir della storia

Per fare un film bastano una ragazza e una pistola. Così scriveva Jean-Luc Godard nei Cahiers du Cinema, prima di iniziare la carriera da regista, e gli inventori del noir devono essere stati d’accordo con lui. Negli Stati Uniti degli anni 40, dopo le limitazioni imposte dalla Seconda Guerra Mondiale, c’era carenza di tutto, e in seguito a Pearl Harbor e all’entrata in guerra degli Stati Uniti, anche gli sceneggiatori erano pochi, essendo stati chiamati al fronte. Hollywood scoprì quindi in brev

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La seconda stagione di American Gods è un gran casino

American Gods è un guilty pleasure. È uno show che piace ma non funziona. Uno spettacolo visivamente appariscente e matto da impazzire. È una serie che fa passare quasi due anni tra la prima e la seconda stagione - un’eternità in un’epoca come questa - tanto più per uno show con una trama aggrovigliata e costruito per il binge-watching, anche a causa del suo ritmo tutt’altro che sincopato. Nel mezzo di questa guerra si ritrovano l’ex detenuto Shadow Moon (Ricky Whittle) e la sua defunta moglie

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Harry Dean Stanton, l'ultimo grande caratterista

Nella sua casa di East Hollywood, tra il fumo delle migliaia di sigarette e il country di frontiera di Hank Williams, Harry Dean Stanton era solito ricevere chiamate da Marlon Brando e Jack Nicholson. Se il primo rappresentava la parte più mentale e artistica - i due erano soliti stare svegli fino a tarda notte per recitare i monologhi shakespeariani de La Tempesta e Macbeth, con Brando che gli raccomandava di non accendersi mai più una sigaretta durante le loro cene in compagnia, pena l’essere

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The Deuce: combattere il maschilismo con il porno

In The Deuce ballano tutti. Poliziotti, baristi, studenti, giornalisti, papponi, attori, star del cinema, puttane, artisti, mafiosi, federali. Ballano tutti tranne Vince Martino, uno dei due personaggi interpretati da James Franco, insieme al gemello Frankie. Vince e Frankie sono agli opposti: tanto responsabile e irrequieto il primo - diviso fra l’impossibilità di abbandonare il Club 366 che lo rende ricco ma assoggettato agli umori del boss mafioso Rudy Pipilo (Michael Rispoli) e il desiderio

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JFK privato

E ancora: il Gran Tour Europeo di John in compagnia degli amici di sempre ai tempi dell'università, l'amore per la pesca condiviso con il fratello Bob, il golf come strumento per fuggire dallo stress, il vizio per il sigaro cubano, le movimentate cene del sabato sera a Hyannis Port e Palm Beach, fino alle struggenti immagini del funerale, quando, attraverso foto che si trasformano in cronaca per immagini, al cimitero di Arlington, vediamo un bambino chiedere come fosse morto il trentacinquesimo

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Come I Soprano ha cambiato per sempre le regole della TV

In questi giorni molti organi d’informazione hanno, giustamente, celebrato il ventennale dalla prima messa in onda de I Soprano, che fu trasmesso da HBO il 10 Gennaio 1999. Quando si parla dello show creato da David Chase con James Gandolfini nella parte del boss mafioso Tony Soprano, si va spesso incontro a diversi luoghi comuni, vuoi perché dopo 20 anni lo show ha raggiunto uno status per il quale sarebbe impossibile parlarne male, sia perché uno dei più grandi cliché sui Soprano è che abbia c

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See You, Space Cowboy

“Appartenere è la cosa migliore che c’è”, dice Faye a Ed negli episodi - pardon, session - finali di Cowboy Bebop, l’anime creato da Shinichirō Watanabe nel 1998, e non potrebbe esserci logline migliore per definire lo spirito della serie. Guardare le avventure di cacciatori di taglie a spasso per l’universo a bordo della nave spaziale Bebop è un’esperienza che ha a che fare con l’appartenenza, la nostalgia, l’impossibilità di dimenticare e - talvolta- l’impossibilità di ricordare. La serie, am

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10 oggetti tech da regalare per Natale a chi fa sport

In quasi tutti gli sport, la musica può essere una motivazione piuttosto potente, il nuoto non fa eccezione. Invece che ascoltare la musica da un paio di casse piazzate a bordo piscina, con Finis Neptune si fissa il dispositivo sugli occhialini del nuotatore, utilizzando l'audio a conduzione ossea per trasmettere la musica, senza bisogno di auricolari. La batteria ricaricabile dura 8 ore, con il dispositivo rende la musica più forte e chiara quando si è in immersione. Finis Neptune è inoltre dot

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